9 marzo 2019
Les Jumelles Sud

Buongiorno dal vostro ex-ex-president!

Oggi proprio non sapevo che cosa scrivere come relazione della sociale di Sabato e quindi nel dubbio … ce ne siamo andati a fare un giro a piedi! Però ora mi tocca e la passeggiata quotidiana mi ha fatto pensare che, fare la gita ieri, è stata una furbata!

La cresta di confine oggi era un tutt’uno con il cielo e la bufera la faceva da padrone, le raffiche di vento al Lago di Malciaussià erano forti: spostavano la neve, le foglie e mi sembra di aver anche visto volare un gilet del GSA!


Detto questo, arriviamo al dunque e lasciatemi dire che “il giudizio e la relazione sono strettamente personali”.

Da Martedì scorso i Capogita ufficiali, Guido e Livio, si stavano sbattendo alla ricerca di una possibile gita, la meta in calendario era già scarsa di neve tre settimane fa, figuriamoci come doveva essere in questo weekend… aggiungiamoci che se su una cosa i diversi meteo erano concordi era il brutto tempo in Valle d’Aosta.

La premiata ditta Borio&Topini decide quindi di spostare l’attenzione su un giro già fatto cinque anni fa ma di grande prestigio: la traversata del Grand Galibier con salita dal canale ovest e discesa su Le Lauzet.

Partono quindi mercoledì per provarlo ma dopo aver calpestato imperterriti le primule alla partenza ed essere saliti per 600m su neve durissima, decidono di lasciar perdere e seguire l’intuizione del saggio del gruppo (applauso) Riccardo Valchierotti che nei suoi quasi due secoli e mezzo di sci alpinismo dà del tu anche alle pietre.

Si dirigono con tanta voglia (io avrei mandato tutti a stendere e me ne sarei andato al bar…) nel vallone di Fontenil dove, dopo aver ripellato, salgono fin quasi al colle per vedere le condizioni: ottime!

La gita è scelta, adesso bisogna solo vedere il meteo!
Sì, ma che cosa bisogna guardare?
Meteo France che dà brutto tutto il weekend? 3B che dà bello sabato, discreto domenica con un po’ di vento?
Il meteo dell’ARPA che dà venti talmente forti che qualcuno li chiama trenta?
Boh… ce ne fossero due coincidenti!!

Ed ecco la spiegazione del perché mercoledì sera non si è potuta comunicare una meta e si è preferito temporeggiare.

Giovedì pomeriggio le previsioni hanno finalmente cominciato a concordare fra di loro e visto che il Sabato era il giorno più vicino e quindi quello con una maggior probabilità che fossero affidabili, i Capogita han deciso di confermare il percorso provato in settimana.

Dopo tutto questo preambolo, magari noioso, ma doveroso per rispetto al fondello che i Capogita si trovano a farsi tutte le sociali … partiamo!


Autobus enorme pur pagandolo come un 35 posti, grande svaccamento di tutti i partecipanti (ho visto Alessandro completamente steso sui cinque posti di coda) che salgono sul bus praticamente ovunque.
Sosta a Briancon per comprare il pane che nonostante si sia in 28 non basterà, arrivo alla frazione les Boussardes ed inizio gita.

Sulle vette si vedono sbuffi violenti di neve trascinati dal vento (e che caz@#, le previsioni ci han fregato!) ma il gruppo si prepara a partire con 60 metri di discesa, simpatici ora ma che risulteranno ignobili al ritorno.

Dopo il cancelletto (sono stato arruolato come Capogita di chiusura sul bus) iniziamo a salire e dopo poco, nonostante l’arietta che ci accompagnerà lungo tutta la salita non risultando praticamente mai di disturbo, iniziano gli spogliarelli: tutti guardiamo le donne in trepidante attesa, ma si sa le donne patiscono il freddo, e ne rimaniamo tutti delusi.

Livio in apertura continua a lamentarsi che si va troppo piano e uno sguardo all’altimetro (470m/h) ci fa pensare tante cose su di lui… nessuna buona!

Dopo un primo ricompattamento, gli angioletti custodi dei partecipanti (o sarà stato Guido che è grande, grosso e sa fare la faccia cattiva??) in qualche modo lo convincono a rallentare e la salita migliora.

Si prosegue ora più compatti per pianori e dossi fino all’ultimo piano prima della meta dove perdiamo Cecilia che decide di saltare gli ultimi metri e dare una ritoccata all’abbronzatura ed Alberto che le fa compagnia (però lui è già abbronzato!
Mah… chissà…?

Ultime inversioni un po’ più tecniche per il pendio duro sotto lo strato di neve recente e siamo tutti al colle dopo 1370m di dislivello.

Foto di rito, brindisi, partita a scopa, qualcuno che pensa di prendere la residenza lì e scende per ultimo… Pier: non siamo gli evergreen, noi non siamo qui per divertirci, il nostro sci alpinismo è una guerra!

Inizia la discesa su neve nettamente superiore alle aspettative: chi scende a sinistra un po’ più sul morbido ma con qualche pietra, chi scende a destra un po’ più sul ripido, dopo poco ci ricompattiamo per proseguire tutti insieme.

Altri pendii che a seconda dell’esposizione hanno neve più o meno asciutta e in men che non si dica siamo già giù 500 metri, ricompattamento e di nuovo pendii buoni ma più pesanti per altri 2/300 metri.

È il momento di pagare pegno per questa insperata discesa: 200m di colla che della sciolina si faceva un baffo!
Si dice che questo tratto sia stato utilizzato dalla Henkel per provare un nuovo tipo di Attak e che noi non siamo stati avvertiti, pazienza (ricordiamoci sempre il discorso dello sci alpinismo e della guerra).

Superato il bosco, avvertiti per radio da chi era già passato, ci spostiamo tutto a sx, in piena esposizione sud trovando neve ormai trasformata fino al fondo.

Ve lo ricordate quando ho detto che la risalita al bus era ignobile?
Ecco… in realtà di più!
Lungo la salita decide anche di alzarsi il vento che ci aveva dato tregua tutto il giorno, direi tempistica perfetta!

Per non rovinarci il momento tavolino… la società dei bus locale ci ha fatto trovare un magnifico casotto in cui i due tavolini hanno trovato perfetta sistemazione: dentro bello e conviviale, fuori freddo e patagonico.

Nota di apprezzamento per tutto quello che è stato portato con menzione alla torta salata di Cristina e alla torta salata di Marco (Lucia è da ieri sera che me ne parla!).

Per finire:

Grazie ai Capogita Guido e Livio.
Grazie a Riccardo perché non ne sbaglia una e quest’anno le ha quasi tutte consigliate lui.
Grazie a Luigi che cede il suo posto da Capogita ma poi in pratica lo fa lo stesso.
Grazie ai partecipanti.

Ci vediamo alla prossima

stefano


Fotografie di Stefano Oldino, Davide Panagin , Luigi Spina, Riccardo Valchierotti

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Ed ecco il nostro percorso, by Guido Borio:

Relive ‘Col sud Les Jumelles’

Cai Uget