02/02/2020 – Testa di Cordella

Premessa

Era con palpabile entusiasmo che avevo proposto ad Ottobre 2019 l’interessante traversata da Palasina (Estoul) a Mascognaz nella Val d’AYAS per questa Domenica di inizio Febbraio.

I solerti tester giovedì 30 Gennaio ovvero tre giorni prima, erano andati a provarla riscontrando assestamenti continui e giudicandola quindi poco sicura.

            Una telefonata ricevuta dagli stessi Giovedì in ufficio durante la prova mi informava delle condizioni riscontrate in tempo reale e, stante anche la necessità di fornire info dettagliate e precise rapidamente sul sito, nonostante fossi in ufficio, mi “attaccavo” a siti meteo svariati e cercando di comparare le medesime località e facendo i dovuti raffronti. Il quadro era disastroso perché per la stessa località un sito dava “sole a palla”, un altro sito pioggia battente… 

            Alla mia proposta di andare a sud nel cuneese (dove la neve c’era ed abbondante avendoci passato l’intero w.e. precedente) mi veniva fatto notare il vento forte…effettivamente davano raffiche fortissime, ed anche la Val d’Aosta non sembrava esente dal problema.

            Poiché la maggior parte dei siti per domenica dava bello comunque in VdA, optavamo per il “tranquillo” vallone del Flassin che riparato dal vento, avrebbe dovuto risentire in misura minima dell’innalzamento dello zero termico previsto essendo per sua natura un frigorifero naturale.

E così, stante il mutare del quadro meteo nei giorni successivi  (quello che i tanti gufi analizzano NON facendo i capigita e non mancano mai di fare notare….sob!) abbiamo mantenuto la meta invariata, pur vedendo che, probabilmente a sud nel cuneese, le condizioni generali sarebbero state migliori.

E veniamo al dunque….

            Degli oltre trenta iscritti un piccolissimo manipolo di titubanti ha fatto dietro-frunt pochi minuti prima ma all’appello mattiniero sul bus 26 skialper cazzutissimi sono presenti e pronti a tutto!!

            L’ingresso in VdA è avvenuto sotto un cielo sereno, mentre sul fondo della VdA, fin dalla sosta bio-naturista alle Iles de Brissogne, era evidente un plumbeo fronte poco rassicurante in zona Monte Bianco….mumble, mumble….

            La partenza dal caldo ed accogliente bus avviene così  sotto una leggerissima ma insistente pioggerella, innocua per pochi minuti, deleteria se assorbita per intere mezz’ore…

Ma come in tutte le cose, è essenziale cercare l’aspetto positivo ed anche qui lo abbiamo trovato!Si può dire che la temperatura di nove gradi al Foyer du Fond, faceva sì che non si avvertisse alcun freddo, sensazione abituale (ed essenziale in tali contesti) nel medio vallone del Gran San Bernardo.

            Saliamo ordinatissimi in fila e dopo un paio di veloci ricompattamenti del gruppo, il sottoscritto, in veste di “apri-pista” prosegue per fermarsi soltanto alle baite dello Tza di Flassin che si trovano a quota 2260 ed essendo partiti a quota 1373 rappresenterebbero già una dignitosa sgambata considerando il quadro meteo…

Ci ripariamo sotto una ampia tettoia, abbastanza protetta da vento e, una volta giunti tutti, sondiamo la volontà di tutti sul fatto di proseguire o meno.

Qualcuno è propenso a salire, altri, pochissimi (stranamente) optano per togliere le pelli e scendere.

            Decidiamo così di dividerci: un gruppo inizierà la discesa, gli altri saliranno al colle a cui mancano ancora 250 metri di dislivello circa. La visibilità è scarsa ma la pioggia ora ha ceduto il posto alla neve: non ci si bagnerebbe più (se non lo fossimo già) ma la temperatura discretamente elevata (saremo intorno agli zero gradi) e l’assenza di vento, rendono l’ambiente appagante e saliamo, neanche tanto lentamente…

            Terminato il ripido pendio giungiamo sui falsi pianori sommitali; conosco l’ambiente a memoria, mi ricordo i canali scesi dal Flassin con Orfeo sulla sinistra, la cresta ripida e stretta del Flassin, la svolta a destra per la Testa Cordella e, poco lontano, l’imbocco del godurioso canale di discesa, appagante alternativa alla tritatissima via classica poco originale…

            Il posto è comodo per togliere le pelli; inutile, penso, proseguire, oltre tutto, qui in quota c’è un po’ di vento e proseguire ormai, per non vedere nulla, avrebbe poco senso. Mi consulto con Mike alla radio, capogita in chiusura, mentre TEA ha guidato il gruppo che ormai sarà quasi al pullman e decidiamo di fermarci nell’ampio e comodo pianoro, poco oltre i 2550 metri di quota.

            Il GPS mi informa che abbiamo salito 1187 metri che ritengo sufficienti per una gita in queste condizioni. Sembra che tutti siano sufficientemente appagati della passeggiata e ci togliamo le pelli attendendo la chiusura che non tarda ad arrivare.

La visibilità è scarsa ma tra l’ottima visuale assicuratami dalla maschera e le tracce dei tanti scialpinisti che ora mi precedono in discesa, direi anche che la neve è bella ed è un piacere scendere.

            Frequenti e veloci ricompattamenti ed arriviamo al bus dove la neve dei 2500 si è trasformata in una pioggia battente. Cacciamo i materiali nella pancia del pullman e ci cambiamo nel caldo bus.

            Il rito del tavolino viene posticipato fino a che non reperiremo un’area asciutta e calda, cosa che avviene lungo un’ampia area di sosta dell’autostrada dove non ha piovuto ed il termometro segna 15 gradi, un lusso. C’è pure un vero tavolino che in pochissimo tempo copriamo di ogni ben di Dio.

É stata una gita …. Diciamo originale e dove i partecipanti hanno mostrato una tempra decisamente non comune. Come si direbbe in questi casi….è facile fare una gita con neve bella e sole! altro discorso farla con condizioni che se non possono definirsi proibitive, sicuramente hanno messo a dura prova equipaggiamenti e….tempra dei singoli.

            Direi che alla fine della fiera, oramai lavato & asciugato, al caldo, a casa, sia stata un’esperienza interessante. Speriamo, certamente, che la prossima volta ci si possa beare di un generoso sole ed una bella farinella….intanto complimentissimi ai partecipanti tra i quali sono comparsi anche alcuni nominativi nuovi e che si sono fatti onore.

            Alla prossima che dovrebbe di nuovo svolgersi in Val d’Aosta, questa volta al Becco Costazza, tra due settimane!!!! Stay tuned!

emmecì

Cai Uget