Raduno GSA Val Maira

RELAZIONE RADUNO VALLE MAIRA 2026
Dopo anni di gite sempre più difficili da trovare causa cronica mancanza di neve quest’anno….aspettiamo con ansia la fattura finale visto che le precipitazioni nevose si stanno susseguendo una all’altra, regalandoci innevamenti che ci sognavamo da anni.
Il quinto incontro del GSA è un appuntamento pluri-giornaliero: un RADUNO, come ai vecchi tempi, come non si faceva da tempo e la meta è la classica, gettonatissima e sempre ricca di itinerari bellissimi, Valle Maira, dove il ns capogita/local ENRICO ci proporrà con il supporto di CLAUDIO e SERGIO un ricco menù, ancora da definire nei giorni immediatamente a ridosso dell’evento a causa di una meteo “possibilista” ma non entusiasmante.
Sull’onda emotiva di una stagione di farina doppio zero con un entusiasmo che non si percepiva da anni, tutti inclini all’ottimismo, iniziamo quindi sabato 7 febbraio con una classica salita alla cima Tempesta, nome non di troppo buon auspicio ma foriero di positivi ricordi di sociale svolta diversi anni fa, anche allora con ottimo innevamento.
Nonostante una meteo “ballerina” che ritiene “possibili” aperture il numero dei soci partenti supera ancora una volta i 30 elementi.
L’appuntamento è per le 9,00 a Tolosano, una borgata del microscopico comune di Marmora, nell’alta Val Maira. La strada, specialmente in alcune curve finali, non è pulitissima ma tutti arriviamo al rendez-vous, in mezzo a muri di neve impressionanti.
Appello dei partecipanti, prova ARTVA e VIA! Il Raduno prende forma ed un lungo serpentone di Skialper, si snoda sulla strada che porta al Colle d’Esischie. Seguiamo fedelmente la stradina, irriconoscibile per la tanta neve e, intorno a quota 2000 la abbandoniamo per dirigerci verso EST affrontando gli ampi pendii che consentono a tutti di raggiungere agevolmente la vetta a quota 2679 dopo un considerevole dislivello di quasi 1200 metri.
Foto, pacche sulle spalle, sole che va e che viene e…si inizia la goduriosa discesa ma….la neve è così bella, così tanta che….un gruppetto, che poi sarà la metà esatta del gruppo non è saturo e, rimesse le pelli, si inerpica sui vergini pendii che portano alla cima Piovosa, consorella della Tempesta appena salita. Risaliamo così 300 metri circa che grazie ai super-poteri di GIACOMO, figlio d’arte del capogita titolato SERGIO, vengono rapidamente percorsi.
In capo a pochi minuti tutti siamo in vetta e dopo il dovuto contatto radio con il gruppo già in discesa, iniziamo anche noi a perdere quota, tra incontenibili gridolini di giubilo, con una neve da cartolina….
Tutti all’auto ed ora si va a prendere possesso della camere a Campobase, storico punto di appoggio sito a 1650 metri al fondo della Val Maira “déneigée”.
Degno di nota il servizio di ristorazione che si rivelerà per tutta la durata del Raduno di alto livello aggiungendo ai tanti aspetti apprezzati anche la soddisfazione di una sistemazione ragguardevole.
La notte passa veloce e l’appuntamento per Domenica 8 è alle ore 9,00 nei pressi di Ponte Maira, a quota 1404, qualche km a valle di Campobase dove cercheremo di nuovo di dribblare le nuvole salendo alla sicura e facile Estelletta che con i suoi 2316 metri rappresenta una gita facile e sicura anche in condizioni di scarsa visibilità.
Percorsi i 7/8 di percorso nel bellissimo bosco, tutti in vetta ma…non ci fermiamo certo qui! Una non banale discesa di una 50ina di metri (fatta con le pelli) ed altri 100 metri e siamo su una seconda vetta, il Midia, poco più alto della punta numero uno ma adesso….ci aspetta una mirabolante discesa nel bosco con almeno un metro di neve….
Ma la proverbiale velocità del GSA ha fatto sì che siamo quasi alle auto ed è relativamente presto….al che, a qualche (saggio) capogita, viene in mente che potremmo fare una esercitazione di ricerca ARTVA!!! Ci dividiamo così in gruppetti e constatiamo in primis le difficoltà che comporta una veloce ed efficace ricerca seria in un manto nevoso di spessore …considerevole! L’esercitazione è utile e tutti, alla fine, abbiamo imparato qualcosa di nuovo.
Scendiamo ancora poche decine di metri di dislivello e, arrivati alle auto, abbiamo in saccoccia altri mille metri che, anche se non accompagnati da una meteo stupenda, ci hanno fatto divertire in totale sicurezza!
Si tira fuori un tavolino dell’ultimo minuto, anche per salutare quella decina di soci per una ragione o per l’altra devono rientrare alla base. Anche se CAMPOBASE ci attende per cena, qualche bottiglia, un panettone, un salame, saltano fuori dalle auto e nulla viene risparmiato!
Tornati – chi resta – al posto tappa, quel che resta del pomeriggio, passa veloce tra un pisolino, una rigenerante doccia, una lettura, due chiacchiere e….per i capigita, un produttivo SUMMIT sulla gita dell’indomani.
La scelta cade sulla Repiatetta, una BS “tosta” che poco dopo il mitico Prato Ciorliero prevede una brusca salita a cui fa seguito un dolce valloncello ed ancora un muretto nella parte finale. L’appuntamento alle 9,00 di Lunedì 9 febbraio a Chialvetta, quota 1494 (con strada non banale per le auto!!!) vede quasi una ventina di partecipanti salire, convinti verso Pratorotondo e Viviere.
Dopo il compattamento presso il già citato Prato Ciorliero (poco sotto i 2000 metri di quota) ci inerpichiamo sulla sinistra orografica, con qualche piccola difficoltà per chi non è avvezzo ai cambi di direzione su terreni ripidi (le c.d. “gucie”) e ci introduciamo nel suggestivo vallone fatto di “munta e cala” che sarebbe delizioso se….la visibilità non scendesse a livelli bassissimi…. Di fatto, con il morale non certo alle stelle, seguiamo gli apri-pista che, instancabili, ci rendono la vita facile nella (sempre) tantissima neve. In una atmosfera ovattata, con una visibilità quasi nulla arriviamo ai 2646 metri della Repiatetta, dopo un dislivello di circa 1150 metri. Quasi non ci credo!!! E, nell’alto dei cieli, qualcuno a cui dobbiamo stare particolarmente simpatici, ci regala…. qualche sprazzo di azzurro, cosa che dà risalto alla armoniose forme che ci attendono negli intonsi pendii che ora ci appronteremo a pennellare.
Stiamo praticamente facendo il periplo del famoso Cobre e gli incontenibili ululati di gioia che si susseguono ininterrotti nella discesa sono i nostri….
L’ambiente è magico e guardare le nostre tracce che alla prima nevicata spariranno appaga cuore e mente. Sciamo in mezzo metro di powder canadese e non c’è alcuna traccia di passaggio di fronte a noi: fino a Prato Ciorliero è impossibile compattare il gruppo, sebbene siamo sempre piuttosto vicini: l’attrattiva per rigare nuovi spazi è una droga a cui non sappiamo rinunciare….
Ci fermiamo solo all’inizio della stradina e lì aspettiamo l’ultimo per poi ridiscendere scodinzolando la strada percorsa all’inizio.
Giungiamo così, senza problemi alle auto per concederci poi ancora una sosta in un piccolo bar a PRAZZO INFERIORE dove un toast ed una buona birra concludono uno splendido raduno che, pur non baciato dal sole, ci ha regalato impagabili discese in una neve che non vedevamo più da anni, con un contorno di raffinatezze culinarie e l’ottima conduzione dei tre capigita e di quanti, in primis il giovane ed aitante Giacomo, hanno reso possibile questa splendida vacanza!
Un grazie anche a tutti i TANTI partecipanti che, nonostante le fosche (e ahimè realistiche!) previsioni hanno deciso ugualmente di sfidare la sorte, Audentes Fortuna Iuvat!!!

Emmecì

Clot della Soma

Fino a pochi giorni prima le previsioni per la domenica erano così negative che si pensava di optare per una produttiva ma poco divertente esercitazione ARTVA. Cosa che comunque … dovremo fare se non vogliamo che la ruggine copra quelle poche ma fondamentali nozioni che ancora ci ricordiamo!

Poi, nella tardiva giornata di giovedì, le previsioni sono decisamente migliorate per domenica ed allora abbiamo “osato” proporre una gita, non magari la Traversata della Cima Saurel come da programma, bensì qualcosa di più tranquillo fattibile anche con meteo non favorevole e con sicurezza elevata.

Sì perchè l’inusuale abbondante innevamento, fenomeno a cui non eravamo più abituati, ha reso pericolosi diversi itinerari ragion per cui la scelta si riduce ad itinerari “collaudati” fattibili anche con rischi elevati (3 o 4).

La classicissima Clot de la Some in Val Chisone, a due passi dal Sestrière, versione “ridotta” del più blasonato Morefreddo, ci era parsa una scelta praticabile e sabato, ovvero il giorno prima della gita stessa, Marcello the President ed il sottoscritto, sono andati a provarla.

Trovandola in condizioni ottime.

Gli iscritti hanno raggiunto quota 44 anche se poi, le solite defezioni del mattino, hanno ridotto il numero dei partenti ad una 40ina scarsa, numero comunque sempre di tutto rispetto.

Si tratta del resto della risalita di ex-piste ora abbandonate dove il bosco lascia ampi spazi solo nella parte alta, finale ed il panorama è notevole.

Nella notte appena passata sono scesi altri 20 cm per cui le tracce di ieri sono state cancellate ma, per ns fortuna, qualcuno è già passato e troviamo nuovamente una valida traccia di salita.

La gita si apre con un guado da fare con gli sci in spalla, non banale, dove, fortunatamente, tutti passano senza problemi e, fin da subito, le pendenze non sono da sottovalutare.

Un solo compattamento a metà strada riconsolida il gruppo a metà strada e poi sù ed in meno di 900 metri di dislivello l’obiettivo è raggiunto.

Tutti in punta e dopo qualche decina di minuti cominciano i soliti gridolini di giubilo quando si ha  a che fare con una neve abbondante, asciutta che tutto copre e permette di sciare rilassati senza passaggi obbligati essendo percorribile ovunque.

La discesa scorre così, senza problemi, con qualche ricompattamento di tanto in tanto; Marcello, in testa ci porta a sinistra cosicchè possiamo beneficiare di un solido ponte che ci traghetta sul lato sinistro orografico della valle evitandoci così il problematico guado che non a tutti era piaciuto questa mattina.

Giunti all’ampio parcheggio (da quest’anno a pagamento!) c’è ancora parecchio sole ed il tavolino, come sempre ricchissimo, viene in breve coperto ed assaltato dalla quarantina di sciatori affamati ed assetati.

Anche questa è andata, prossima sgambata….il Raduno in Val Maira. Non ci resta che sperare che l’innevamento continui, quest’anno le soddisfazioni ci sono state!!!! Grazie, come sempre, ai solerti capigita, in primis Marcello e Sergio, che nonostante le previsioni che a inizio settimana erano pessime, hanno proposto lo stesso l’uscita, andata peraltro benissimo, e grazie a tutti i partecipanti, numerosissimi e sempre in gamba!!!

emmecì

Quarta sociale

Mai che le cose siano semplici: vuoi che dopo una nevicata arrivi il bel tempo e si possa fare una bella sciata sicura?? No! Nevica venerdì e sabato ed il rischio salirà di nuovo…
Gli organizzatori hanno comunque deciso di confermare la sociale ma farla in assoluta sicurezza: domenica 25 andremo al Clot de la Soma, MS e 900 metri dislivello quasi totalmente nel bosco. Appuntamento alle 7.15 al Mirafiori Motor Village oppure alle 9.00 a Pragelato Plan. Le iscrizioni saranno prese da Marcello (320 029 4578) fino alle 15 di venerdì 23/2. Mi raccomando: comunicate sezione di appartenenza e luogo di ritrovo.
Anche in questo caso ricordo a tutti che il GSA è un gruppo scialpinistico e non una scuola, sono ammessi all’iscrizione tutti quelli in grado di effettuare una gita in autonomia.

La Gardiola

Pian pianino proseguiamo con la stagione ed anche la terza è fatta. Le nevicate del periodo natalizio lasciavano sperare in condizioni migliori ma non avevamo fatto i conti con i disastri fatti dal vento…
La scelta per la terza sociale è ricaduta sulla Cima la Gardiola, già salita una dozzina d’anni: andando a sbirciare quella relazione scopro che eravamo saliti in addirittura 60 persone. Ed anche in quella occasione le condizioni erano state lontane dall’essere perfette.
Al parcheggio domenica mattina ci siamo ritrovati in 36, numero ragguardevole nonostante le defezioni dell’ultimo momento. Iniziamo a salire lenti ma costanti lungo la strada innevata, poco dopo averla abbandonata facciamo la prima pausa in corrispondenza di un alpeggio. L’apertura non deve neppure aspettare troppo perché il gruppo si è sgranato poco. Proseguiamo con questo ritmo sù per il bosco ed anche al ricompattamento successivo non facciamo perdere troppo tempo. Ormai il sole ci accompagna e non fa neppure troppo freddo, sarà per questo che l’apertura accelera un po’ ma ormai siamo in vista della cima, la raggiungiamo e ci svacchiamo al sole… anche perché probabilmente la parte bella della gita è finita. Si scende su alternanza di neve dura, sastrugu, crosta… mancano solo i cecchini e avremmo fatto bingo! Con qualche caduta ed un po’ di attenzione raggiungiamo la strada che si rivela essere l’unica parte sciabile della gita.
Al parcheggio in ogni caso ci contiamo e ci siamo tutti, controlliamo anche le articolazioni e pure quelle ci sono tutte. Non ci resta che fare il tavolino, sarà all’ombra ma credo che nessuno si ponga il problema.
Grazie a tutti i partecipanti ed agli altri due organizzatori. Grazie anche a Marco per essersi sciroppato la burocrazia.
Ci vediamo al prossimo appuntamento.

Cai Uget