Archivi categoria: CAI UGET

Corso di rianimazione

Ci eravamo già trovati ad affrontare questa situazione come GSA qualche anno fa e ora è toccato al CAI Pianezza. Essendo stato coinvolto in prima persona in entrambe le occasioni, mi sono impegnato per organizzare questa serata formativa.

Inizialmente sarà riservata ai soci GSA. È superfluo dirlo: la partecipazione è caldamente consigliata a tutti.

Ecco il link al modulo di iscrizione: https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fforms.cloud.microsoft%2FPages%2FResponsePage.aspx%3Fid%3DDQSIkWdsW0yxEjajBLZtrQAAAAAAAAAAAAN__tMFgDpUNjYwVDg2MUE0STlMTzFEUVlSM1o1SFhFTC4u&h=AUCLwDRoQcF_TyIUUvtFsut-HtsdErX050EM7xg52EYTHNKzoWXWNGsT6Ifjcw6KQZ3v6-V3Vjx36zrx5SNrPtswziGEG2epu6gfeteuxyxruMO0A7tERWHnFHWNWcmf0pxC3tS_RHee3guyxD6C&__tn__=H-R&c[0]=AUAcPp-yUVT-hk8DkP6FPAfksOn6r9nKCWCaeXzXNx7cY7mdNKyneVmb4qtMomjFpK_xY6lmQeZH9pL3ziMky-_fX-8wl0Qf003AgfMT4cBlHtTgBI8O3Co_UcRMRc1Z32_hnTnr8Ptxcz4fzSmRCnvghhruvQVTKnyj02s-guHOKSrr-AKNKhBPcqhw3C_kwOqzUnItES3V-8AjZJCCzKHWwr4Jo0mbU2A

Colgo fin d’ora l’occasione per ringraziare i volontari della Croce Verde di Torino, che metteranno a disposizione il loro tempo e la loro competenza per formarci.

Becca di Giasson

Ancora una volta una gita come da programma. Incredibile! Mai come quest’anno (premiati da un innevamento favorevole) siamo riusciti a rispettare il programma!
Purtroppo la meteo fa un po’ i capricci e ci obbliga ad anticipare al sabato 9 maggio la salita alla Becca di Giasson, una signora BS in Valgrisenche, non proprio fuori Torino ma che saprà ricompensare la levataccia.
Alle 6,30 siamo tutti ad Arolla, borgata sopra Uselliers al fondo del Lago di Beauregard con la sua diga “ridimensionata” nel 2015, sci in spalla sugli zaini, pronti a salire nel bellissimo bosco di LARIX DECIDUA MILLER,

alberoni pluri-secolari con tanto di targa. Centosessantacinque metri di dislivello e calziamo gli sci. Purtroppo non c’è stato il rigelo sperato causa una fastidiosa copertura nuvolosa notturna, non integrale ma sufficiente ad impedire l’indurimento del manto nevoso.
In brevissimo tempo costeggiamo l’Alpe di Forclaz dove il bosco cede lo spazio agli ampi pendii e, sole che ancora si nasconde dietro le possenti montagne ad est, saliamo, compattando più volte il gruppo.

La neve salendo migliora di qualità passando dalla pappa inconsistente ad uno strato compatto che confidiamo si ammorbidirà con il sole che le previsioni danno imminente.


Senza alcun problema in poco più di 4 ore anche l’ultimo giunge sull’ampia vetta dove c’è posto per tutti e panorama su tutta la Vallèe. La Giasson è meta rinomata e incontriamo parecchi volti noti.

Permanenza in punta non esagerata a causa di una fastidiosa seppur leggera “bisa” , del resto siamo oltre i 3200 metri!!! Per fortuna il cielo ora è tutto azzurro ed il sole fa la sua parte.

Giovedì, 48 ore prima durante il test, si stava in punta in maglietta ma oggi è più fresco…Scendiamo, tutti ventuno, gli ampi pendii che offrono notevole libertà di scelta nell’itinerario migliore. Gli oltre 1300 di dislivello non sembrano avere minimamente fiaccato il gruppo che procede spedito verso valle su neve, se non da 5 stelle, facciamo 4 abbondanti!

Nel bosco riusciamo a ritrovare una “canala” in discesa ancora tutta innevata che, con qualche acrobazia, ci consente di arrivare a neanche 5 minuti dalla strada inter-poderale. Da lì in pochi minuti all’auto.

In breve arrivano tutti, chiusura in coda, come da programma, anche questa è andata! Plauso ai capigita “ufficiali” Bruna e Carlo in primis ed al supplente, Herr Marcello President-factotum, che ha sostituito Tea impegnata altrove. Ed ovviamente a tutti i partecipanti che hanno dovuto abbandonare i loro confortevoli giacigli in piena notte….ma forse ne valeva la pena!

Ci spostiamo per il ricchissimo tavolino allestito alla fontana di Surier dove compare ogni ben di Dio…..

Alla prossima, 24 maggio (probabilmente di un giorno solo) per l’ultima gita che i capigita individueranno tra le tante possibilità in funzione delle aperture dei colli alpini….

Stay tuned, emmecì

Cima di Entrelor

In una stagione in cui passiamo con disinvoltura dalla gita “cioccolata calda e copertina” alla gita “mojito e occhiali da sole”, questa settimana ci tocca il freddo… ma andiamo con ordine (più o meno).

Il programma originale direbbe: Tour de la Tour de la Tsa. Nome elegante, giro ad anello, cresta finale di 80 metri per sentirsi un po’ alpinisti e l’anello che sarebbe un bel fiocchetto finale sul pacco regalo. Peccato che la nostra spia infiltrata al Prarayer ci rovini la poesia: sotto niente neve e sopra altissima probabilità di crosta assassina. Tradotto: divertimento zero, rischio alto e sciata da dimenticare. Scartato.

Piano B: Pic de la Moulinière. Sulla carta: lungo ma bello, pendio finale OS e un tocco tecnico con ramponi. Nella realtà (testers del mercoledì): un lastrone di marmo di Carrara, più adatto a pattinaggio artistico che allo sci. Risultato? Gita trasformata in esercizio di “su e giù con picca e ramponi” senza neanche la soddisfazione della sciata. Scartato con decisione.

Nel frattempo anche il meteo decide di metterci del suo, regalando previsioni entusiaste come un lunedì mattina: domenica tragica, sabato “forse”. Arrivati a giovedì, con l’ansia da decisione che sale, optiamo per una vecchia conoscenza: l’Entrelor. Già fatto nel 2016 e 2018 (in traversata), già amato, e – speriamo – in condizioni umane.

Venerdì sopralluogo: condizioni ottime (miracolo!), salita alla vetta vera ma con un passaggino che invita alla prudenza. Decisione saggia per la sociale: anticima e via!

Sabato ore 7:45, siamo in 19. Evidentemente sabato mattina + dislivello hanno fatto più selezione di una maratona universitaria. Si parte: il bosco è duro come il pane raffermo e i rampant diventano subito protagonisti per molti. Dopo 400 metri, finalmente sole e primo ricompattamento (che in realtà è la scusa elegante per ansimare tutti insieme).

Si riparte lungo la “tracciona autostradale”, ma il gruppo inizia a sfilacciarsi come un vecchio maglione. Pause strategiche a 900 e 1400 metri permettono di respirare, socializzare e fingere che sia tutto sotto controllo. Qualcuno resta un po’ indietro e, lo ammetto, viene segretamente da me benedetto: anche le mie gambe iniziano a presentare il conto (spoiler: saranno 3400 m in due giorni… così, per gradire 😵‍💫).

Come da tradizione consolidata, in cima ci si aspetta tutti prima di iniziare a scendere. La chiusura arriva dopo una ventina di minuti… giusto in tempo perché il cielo azzurro decida di sparire. Tempismo perfetto.

Cambio assetto in modalità “discesa”, grazie anche all’assistenza tecnica dei soci, e si parte. Visibilità così così, ma scendendo migliora e ci regala pendii ancora quasi intonsi. I continui ricompattamenti sono ormai filosofia di vita: i primi respirano, gli ultimi non organizzano rivolte.

Arrivati al sole, l’obiettivo diventa uno solo: macchine e terzo tempo. Restano i famosi 400 metri di bosco, ma – sorpresa – hanno mollato e si trasformano in un divertente toboga tra gli alberi. In un attimo siamo giù: tutti interi, tutti felici e già con la testa al cibo.

E infatti… terzo tempo di altissimo livello: hummus artigianale di Luca, torte di Mauro e Mirella, pane da urlo di Carlo e varie ed eventuali. La colomba? Rimane chiusa. Troppo cibo, situazione fuori controllo.

Un grazie agli altri organizzatori: Guido presidia il centro gruppo con stile, Giovanni impone un passo che mette tutti in riga (Lucia e Cristina le uniche che si lamentano 😉), e Claudio che, anche se “non ufficiale”, tiene comunque tutti sotto controllo.

Morale: anche questa è fatta. E fatta bene!

Prossima puntata tra tre settimane in Valpelline… preparate stomaco e gambe 😄

Ciarm del Prete

Nel giorno della Festa delle Donne, l’otto Marzo di questo 2026, doppi festeggiamenti per il GSA! Non solo abbiamo festeggiato le ns super-sprint Women ma siamo anche riusciti a fare la gita programmata ad Ottobre, fenomeno più unico che raro in un contesto nivo-meteologico sempre variabile.

Grazie all’abbondante innevamento regalatoci qualche settimana fa anche una“sud” come il Ciarm del Prete, gita classica, facile, relativamente sicura poco sopra Tornetti/Viù, presentava le caratteristiche ottimali per essere percorsa: neve ancora presente su tutto il percorso, trasformata e stabilizzata, con rischio di scivolamento quasi nullo.

Una veloce verifica pochi giorni prima ce ne dava conferma e così la macchina organizzativa, come per ogni gita, si metteva in moto con Bruna a fare da collettore per le iscrizioni, Silvia come conduttrice e tester, Tea avrebbe “chiuso” il gruppo in salita. Tutto perfetto.

Si, certo ci sono sempre i ritardatari che hanno il magico potere di iscriversi quando la lista è già inviata in Segreteria ma la via per la strada per la santità passa anche da qui, è quasi prassi….

La meteo non ci è stata amica nel senso che qualche nuvoletta ci ha fatto compagnia di tanto in tanto, quasi per ricordarci che non è sempre tutto scontato ed anche in punta per qualche minuto abbiamo temuto di dover scendere nella nebbia.

Invece poi tutto si è dissolto: mai avuto problemi di visibilità per i 37 iscritti, sia in salita che in discesa.

I quasi mille metri di dislivello ci hanno visto salire e scendere compatti (con qualche rarissima eccezione!) e la neve ha “mollato” il giusto rendendo inutile l’uso dei rampant in alcuni passaggi di maggior impegno.

L’unico problema, che poi problema non è stato, è stato il reperimento di un posteggio anche perchè, oltre a noi ed ai rari frequentatori domenicali, anche il CAI di Viù aveva scelto la medesima  vetta per una ciaspolata sociale.

Terminata la gita abbiamo sfruttato una base in cemento sul bordo strada che, nonostante la relativa ampiezza ha, con difficoltà, contenuto i tanti manicaretti preparati dai soci…

D’obbligo citare l’apprezzatissimo ritorno di “colonne portanti” dei tempi passati della storia del GSA che speriamo rivedere alle prossime uscite per le quali si dovranno aspettare le canoniche due settimane. Il tutto mentre, in pentola, fervono i preparativi per la “due giorni” in Val Pelline con una traversata mitica…..

Stay tuned, ringraziamenti alle splendide capogita ed ai soci tutti.

emmecì