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Ciarm del Prete

Nel giorno della Festa delle Donne, l’otto Marzo di questo 2026, doppi festeggiamenti per il GSA! Non solo abbiamo festeggiato le ns super-sprint Women ma siamo anche riusciti a fare la gita programmata ad Ottobre, fenomeno più unico che raro in un contesto nivo-meteologico sempre variabile.

Grazie all’abbondante innevamento regalatoci qualche settimana fa anche una“sud” come il Ciarm del Prete, gita classica, facile, relativamente sicura poco sopra Tornetti/Viù, presentava le caratteristiche ottimali per essere percorsa: neve ancora presente su tutto il percorso, trasformata e stabilizzata, con rischio di scivolamento quasi nullo.

Una veloce verifica pochi giorni prima ce ne dava conferma e così la macchina organizzativa, come per ogni gita, si metteva in moto con Bruna a fare da collettore per le iscrizioni, Silvia come conduttrice e tester, Tea avrebbe “chiuso” il gruppo in salita. Tutto perfetto.

Si, certo ci sono sempre i ritardatari che hanno il magico potere di iscriversi quando la lista è già inviata in Segreteria ma la via per la strada per la santità passa anche da qui, è quasi prassi….

La meteo non ci è stata amica nel senso che qualche nuvoletta ci ha fatto compagnia di tanto in tanto, quasi per ricordarci che non è sempre tutto scontato ed anche in punta per qualche minuto abbiamo temuto di dover scendere nella nebbia.

Invece poi tutto si è dissolto: mai avuto problemi di visibilità per i 37 iscritti, sia in salita che in discesa.

I quasi mille metri di dislivello ci hanno visto salire e scendere compatti (con qualche rarissima eccezione!) e la neve ha “mollato” il giusto rendendo inutile l’uso dei rampant in alcuni passaggi di maggior impegno.

L’unico problema, che poi problema non è stato, è stato il reperimento di un posteggio anche perchè, oltre a noi ed ai rari frequentatori domenicali, anche il CAI di Viù aveva scelto la medesima  vetta per una ciaspolata sociale.

Terminata la gita abbiamo sfruttato una base in cemento sul bordo strada che, nonostante la relativa ampiezza ha, con difficoltà, contenuto i tanti manicaretti preparati dai soci…

D’obbligo citare l’apprezzatissimo ritorno di “colonne portanti” dei tempi passati della storia del GSA che speriamo rivedere alle prossime uscite per le quali si dovranno aspettare le canoniche due settimane. Il tutto mentre, in pentola, fervono i preparativi per la “due giorni” in Val Pelline con una traversata mitica…..

Stay tuned, ringraziamenti alle splendide capogita ed ai soci tutti.

emmecì

Cugulet

Ho appena letto dell’ennesimo incidente in Valle d’Aosta dove la grande quantità di neve caduta ha causato un altra tragedia….

Se negli anni passati il problema era che non c’era neve a sufficienza quest’anno la neve è caduta, copiosa anche. Negli ultimi giorni abbiamo assistito ad un innalzamento delle temperature  a cui ha fatto da contraltare un vento spesso violento determinando condizioni di forte instabilità del manto nevoso in cui la sicurezza diventa il fattore prioritario nel scegliere una gita. 

Il sole, lo constatavo oggi, ormai a mezzogiorno è già molto alto ed i pendii a sud ormai, se non si sciolgono per le alte temperature, trasformano in tempi rapidissimi.

Insomma… se fino a solo un paio di settimane fa ci “rotolavamo” in una goduriosa pigrizia invernale, con neve asciutta e relativamente stabile un po’ ovunque adesso le condizioni stanno mutando rapidamente.

Consci di questa trasformazione che rende questo momento particolarmente delicato abbiamo accantonato la programmata salita al  Ruetas in Val Chisone optando per una gita facile e sicura, dal dislivello non trascurabile ma con un’ampia porzione su piste (magari da frequentare PRIMA dell’orario di apertura delle stesse)  transitabili in discesa.

Il Cugulet, grande classica della Val Varaita, ci pareva ben si prestasse a questo momento un po’ particolare e così mercoledì 18 , con alcuni amici del GSA, abbiamo testato questo itinerario, ben conosciuto ma….incuriositi in merito alle condizioni che avremmo trovato.

Ci sono parse buone: peccato che il vento avesse spazzato la neve in punta ma questo non rappresentava un problema: avremmo percorso gli ultimi 50 metri … a piedi, nessun problema.

Dei 38 iscritti due defezioni dovute a problemi familiari e presenti e partenti tutti quanti gli altri, nonostante l’orario, decisamente ante-lucano.

Questa scelta è stata determinata in realtà da due fattori: 1) non occupare le piste sulle quali in parte avremmo dovuto transitare 2) riuscire a trovare parcheggio perché a SODANI che è una piccola frazione sopra SAMPEYRE praticamente NON esiste parcheggio e le auto degli Skialper sono parcheggiate lungo la strada. Data la notevole frequentazione del luogo spesso e volentieri non si trova parcheggio, specie se si arriva tardi.

E così domenica 22 Febbraio, la sesta gita del GSA, prende forma: la meteo non è stupenda ma neanche brutta. Alcune nuvole giocano a nascondino con il sole che di tanto in tanto compare ma tituba in continuazione. Solo in discesa l’azzurro prenderà il sopravvento.  Comunque l’ambiente è sempre piacevole, la neve tanta, il passo forse un po’ troppo garibaldino ci consente di arrivare alla sommità degli impianti senza mai incrociare pistaioli e/o addetti agli impianti.

Con due soli ricompattamenti significativi arriviamo alla fine tutti in punta: non c’è vento, il sole a tratti si fa sentire, si sta bene. Oltretutto l’ampissimo pianoro sommitale, privato dalla neve a causa del vento, consente a chi vuole sdraiarsi di godersi il pallido sole in attesa della partenza per la discesa.

La salita è costata quasi 1300 metri, quindi non proprio banale il dislivello salito!

La discesa si svolge in modo ordinato e sfruttando in parte le piste, fresate ad hoc, ci restano pochi metri di prato, ancora abbondantemente innevato, prima di tornare alle auto e rimettere in pista il nostro solito tavolino.

Grazie ai capigita, sempre in contatto radio ed a tutti i soci che si sono comportati in modo impeccabile. Tutti in punta, tutti sani, adesso tra 15 giorni ci attende una ultra-classica che tentiamo da tempo: il Ciarm del Prete nelle Valli di Lanzo, capitanato dalle ns super girls….una gita IMPERDIBILE!!!!

emmecì

Raduno GSA Val Maira

RELAZIONE RADUNO VALLE MAIRA 2026
Dopo anni di gite sempre più difficili da trovare causa cronica mancanza di neve quest’anno….aspettiamo con ansia la fattura finale visto che le precipitazioni nevose si stanno susseguendo una all’altra, regalandoci innevamenti che ci sognavamo da anni.
Il quinto incontro del GSA è un appuntamento pluri-giornaliero: un RADUNO, come ai vecchi tempi, come non si faceva da tempo e la meta è la classica, gettonatissima e sempre ricca di itinerari bellissimi, Valle Maira, dove il ns capogita/local ENRICO ci proporrà con il supporto di CLAUDIO e SERGIO un ricco menù, ancora da definire nei giorni immediatamente a ridosso dell’evento a causa di una meteo “possibilista” ma non entusiasmante.
Sull’onda emotiva di una stagione di farina doppio zero con un entusiasmo che non si percepiva da anni, tutti inclini all’ottimismo, iniziamo quindi sabato 7 febbraio con una classica salita alla cima Tempesta, nome non di troppo buon auspicio ma foriero di positivi ricordi di sociale svolta diversi anni fa, anche allora con ottimo innevamento.
Nonostante una meteo “ballerina” che ritiene “possibili” aperture il numero dei soci partenti supera ancora una volta i 30 elementi.
L’appuntamento è per le 9,00 a Tolosano, una borgata del microscopico comune di Marmora, nell’alta Val Maira. La strada, specialmente in alcune curve finali, non è pulitissima ma tutti arriviamo al rendez-vous, in mezzo a muri di neve impressionanti.
Appello dei partecipanti, prova ARTVA e VIA! Il Raduno prende forma ed un lungo serpentone di Skialper, si snoda sulla strada che porta al Colle d’Esischie. Seguiamo fedelmente la stradina, irriconoscibile per la tanta neve e, intorno a quota 2000 la abbandoniamo per dirigerci verso EST affrontando gli ampi pendii che consentono a tutti di raggiungere agevolmente la vetta a quota 2679 dopo un considerevole dislivello di quasi 1200 metri.
Foto, pacche sulle spalle, sole che va e che viene e…si inizia la goduriosa discesa ma….la neve è così bella, così tanta che….un gruppetto, che poi sarà la metà esatta del gruppo non è saturo e, rimesse le pelli, si inerpica sui vergini pendii che portano alla cima Piovosa, consorella della Tempesta appena salita. Risaliamo così 300 metri circa che grazie ai super-poteri di GIACOMO, figlio d’arte del capogita titolato SERGIO, vengono rapidamente percorsi.
In capo a pochi minuti tutti siamo in vetta e dopo il dovuto contatto radio con il gruppo già in discesa, iniziamo anche noi a perdere quota, tra incontenibili gridolini di giubilo, con una neve da cartolina….
Tutti all’auto ed ora si va a prendere possesso della camere a Campobase, storico punto di appoggio sito a 1650 metri al fondo della Val Maira “déneigée”.
Degno di nota il servizio di ristorazione che si rivelerà per tutta la durata del Raduno di alto livello aggiungendo ai tanti aspetti apprezzati anche la soddisfazione di una sistemazione ragguardevole.
La notte passa veloce e l’appuntamento per Domenica 8 è alle ore 9,00 nei pressi di Ponte Maira, a quota 1404, qualche km a valle di Campobase dove cercheremo di nuovo di dribblare le nuvole salendo alla sicura e facile Estelletta che con i suoi 2316 metri rappresenta una gita facile e sicura anche in condizioni di scarsa visibilità.
Percorsi i 7/8 di percorso nel bellissimo bosco, tutti in vetta ma…non ci fermiamo certo qui! Una non banale discesa di una 50ina di metri (fatta con le pelli) ed altri 100 metri e siamo su una seconda vetta, il Midia, poco più alto della punta numero uno ma adesso….ci aspetta una mirabolante discesa nel bosco con almeno un metro di neve….
Ma la proverbiale velocità del GSA ha fatto sì che siamo quasi alle auto ed è relativamente presto….al che, a qualche (saggio) capogita, viene in mente che potremmo fare una esercitazione di ricerca ARTVA!!! Ci dividiamo così in gruppetti e constatiamo in primis le difficoltà che comporta una veloce ed efficace ricerca seria in un manto nevoso di spessore …considerevole! L’esercitazione è utile e tutti, alla fine, abbiamo imparato qualcosa di nuovo.
Scendiamo ancora poche decine di metri di dislivello e, arrivati alle auto, abbiamo in saccoccia altri mille metri che, anche se non accompagnati da una meteo stupenda, ci hanno fatto divertire in totale sicurezza!
Si tira fuori un tavolino dell’ultimo minuto, anche per salutare quella decina di soci per una ragione o per l’altra devono rientrare alla base. Anche se CAMPOBASE ci attende per cena, qualche bottiglia, un panettone, un salame, saltano fuori dalle auto e nulla viene risparmiato!
Tornati – chi resta – al posto tappa, quel che resta del pomeriggio, passa veloce tra un pisolino, una rigenerante doccia, una lettura, due chiacchiere e….per i capigita, un produttivo SUMMIT sulla gita dell’indomani.
La scelta cade sulla Repiatetta, una BS “tosta” che poco dopo il mitico Prato Ciorliero prevede una brusca salita a cui fa seguito un dolce valloncello ed ancora un muretto nella parte finale. L’appuntamento alle 9,00 di Lunedì 9 febbraio a Chialvetta, quota 1494 (con strada non banale per le auto!!!) vede quasi una ventina di partecipanti salire, convinti verso Pratorotondo e Viviere.
Dopo il compattamento presso il già citato Prato Ciorliero (poco sotto i 2000 metri di quota) ci inerpichiamo sulla sinistra orografica, con qualche piccola difficoltà per chi non è avvezzo ai cambi di direzione su terreni ripidi (le c.d. “gucie”) e ci introduciamo nel suggestivo vallone fatto di “munta e cala” che sarebbe delizioso se….la visibilità non scendesse a livelli bassissimi…. Di fatto, con il morale non certo alle stelle, seguiamo gli apri-pista che, instancabili, ci rendono la vita facile nella (sempre) tantissima neve. In una atmosfera ovattata, con una visibilità quasi nulla arriviamo ai 2646 metri della Repiatetta, dopo un dislivello di circa 1150 metri. Quasi non ci credo!!! E, nell’alto dei cieli, qualcuno a cui dobbiamo stare particolarmente simpatici, ci regala…. qualche sprazzo di azzurro, cosa che dà risalto alla armoniose forme che ci attendono negli intonsi pendii che ora ci appronteremo a pennellare.
Stiamo praticamente facendo il periplo del famoso Cobre e gli incontenibili ululati di gioia che si susseguono ininterrotti nella discesa sono i nostri….
L’ambiente è magico e guardare le nostre tracce che alla prima nevicata spariranno appaga cuore e mente. Sciamo in mezzo metro di powder canadese e non c’è alcuna traccia di passaggio di fronte a noi: fino a Prato Ciorliero è impossibile compattare il gruppo, sebbene siamo sempre piuttosto vicini: l’attrattiva per rigare nuovi spazi è una droga a cui non sappiamo rinunciare….
Ci fermiamo solo all’inizio della stradina e lì aspettiamo l’ultimo per poi ridiscendere scodinzolando la strada percorsa all’inizio.
Giungiamo così, senza problemi alle auto per concederci poi ancora una sosta in un piccolo bar a PRAZZO INFERIORE dove un toast ed una buona birra concludono uno splendido raduno che, pur non baciato dal sole, ci ha regalato impagabili discese in una neve che non vedevamo più da anni, con un contorno di raffinatezze culinarie e l’ottima conduzione dei tre capigita e di quanti, in primis il giovane ed aitante Giacomo, hanno reso possibile questa splendida vacanza!
Un grazie anche a tutti i TANTI partecipanti che, nonostante le fosche (e ahimè realistiche!) previsioni hanno deciso ugualmente di sfidare la sorte, Audentes Fortuna Iuvat!!!

Emmecì

Clot della Soma

Fino a pochi giorni prima le previsioni per la domenica erano così negative che si pensava di optare per una produttiva ma poco divertente esercitazione ARTVA. Cosa che comunque … dovremo fare se non vogliamo che la ruggine copra quelle poche ma fondamentali nozioni che ancora ci ricordiamo!

Poi, nella tardiva giornata di giovedì, le previsioni sono decisamente migliorate per domenica ed allora abbiamo “osato” proporre una gita, non magari la Traversata della Cima Saurel come da programma, bensì qualcosa di più tranquillo fattibile anche con meteo non favorevole e con sicurezza elevata.

Sì perchè l’inusuale abbondante innevamento, fenomeno a cui non eravamo più abituati, ha reso pericolosi diversi itinerari ragion per cui la scelta si riduce ad itinerari “collaudati” fattibili anche con rischi elevati (3 o 4).

La classicissima Clot de la Some in Val Chisone, a due passi dal Sestrière, versione “ridotta” del più blasonato Morefreddo, ci era parsa una scelta praticabile e sabato, ovvero il giorno prima della gita stessa, Marcello the President ed il sottoscritto, sono andati a provarla.

Trovandola in condizioni ottime.

Gli iscritti hanno raggiunto quota 44 anche se poi, le solite defezioni del mattino, hanno ridotto il numero dei partenti ad una 40ina scarsa, numero comunque sempre di tutto rispetto.

Si tratta del resto della risalita di ex-piste ora abbandonate dove il bosco lascia ampi spazi solo nella parte alta, finale ed il panorama è notevole.

Nella notte appena passata sono scesi altri 20 cm per cui le tracce di ieri sono state cancellate ma, per ns fortuna, qualcuno è già passato e troviamo nuovamente una valida traccia di salita.

La gita si apre con un guado da fare con gli sci in spalla, non banale, dove, fortunatamente, tutti passano senza problemi e, fin da subito, le pendenze non sono da sottovalutare.

Un solo compattamento a metà strada riconsolida il gruppo a metà strada e poi sù ed in meno di 900 metri di dislivello l’obiettivo è raggiunto.

Tutti in punta e dopo qualche decina di minuti cominciano i soliti gridolini di giubilo quando si ha  a che fare con una neve abbondante, asciutta che tutto copre e permette di sciare rilassati senza passaggi obbligati essendo percorribile ovunque.

La discesa scorre così, senza problemi, con qualche ricompattamento di tanto in tanto; Marcello, in testa ci porta a sinistra cosicchè possiamo beneficiare di un solido ponte che ci traghetta sul lato sinistro orografico della valle evitandoci così il problematico guado che non a tutti era piaciuto questa mattina.

Giunti all’ampio parcheggio (da quest’anno a pagamento!) c’è ancora parecchio sole ed il tavolino, come sempre ricchissimo, viene in breve coperto ed assaltato dalla quarantina di sciatori affamati ed assetati.

Anche questa è andata, prossima sgambata….il Raduno in Val Maira. Non ci resta che sperare che l’innevamento continui, quest’anno le soddisfazioni ci sono state!!!! Grazie, come sempre, ai solerti capigita, in primis Marcello e Sergio, che nonostante le previsioni che a inizio settimana erano pessime, hanno proposto lo stesso l’uscita, andata peraltro benissimo, e grazie a tutti i partecipanti, numerosissimi e sempre in gamba!!!

emmecì